
Lorenzo Testa
Storie infinite (229 - 251)
Curated by Alessia Coppolino
january 23 - march 7, 2026

«Un mondo che non c’è non può essere detto esistente, perché non c’è»1. Così Daniil Charms apriva i suoi enunciati sul tempo, lo spazio e l’esistenza: una serie di affermazioni, scandite per punti, che sembravano voler guidare al riconoscimento di ciò che può esistere, un preciso libretto di istruzioni utile a discriminare cosa può esserci e cosa no. Eppure, ponendosi di fronte ai lavori di Lorenzo Testa, armati di manuale, pare che quelle regole siano destinate al crollo, e Charms, maestro dell’assurdo, ne sarebbe certamente felice. I lavori di Testa, d’altra parte, sembrano pur rispondere alle leggi di un mondo altro, per composizione, ritmo e armonia, termini volutamente rubati alla musica, che risuona nelle atmosfere malinconiche, nei corpi dei grotteschi personaggi che le popolano e nei manti degli improbabili animaletti che aleggiano indisturbati.
Lontano dalle logiche e dai paradigmi del mondo contemporaneo, che corre veloce, divide e inquieta, l’universo di Testa è sospeso, abitato da mostri buoni che non spaventano e non allontanano ma, al contrario, accolgono.
La linea diagonale che percorre L’Ascensore è la soglia di quel mondo fantastico e perturbante, rifugio sicuro in cui forme di vita sconosciute coesistono in ambienti mutevoli eppure immobili. Su quel segmento che taglia lo spazio due grandi dipinti si danno le spalle, lasciandosi attraversare per svelare la minuzia dei dettagli, la premura ossessiva, la precisa distribuzione dei pesi, la matericità di certa pittura e al contempo la sua trasparenza.
Percorrendo i quadri i confini si sfumano, la soglia si trasforma in luogo e il tempo si ferma per divenire storia, una, tante, infinite storie possibili, narrazioni intrecciate che offrono inedite opportunità di esistenza. Inizia dunque l’esplorazione. Nel bosco, tra gli altri, un albero senza rami col naso di carota cresce sotto uno sciame di strani insetti intenti a raggiungere la luna, mentre altre piccole figure si rifugiano sotto l’accogliente cappello di un fungo.
Un individuo si è adagiato sul terreno, probabilmente giunto alla fine della sua storia, mentre un altro, che indossa una maschera rossa, lo guarda sgomento intanto che un insetto si poggia sulla calvizie di quello che sembra un albero anziano. Girando l’angolo, un mostro da un occhio solo pare avvertire di un evento ormai accaduto, mentre le quattro bocche di uno strano soggetto blaterano qualcosa. Tutt’intorno si staglia il brulicare di quel che resta di una foresta in fiamme, traboccante di vita, dalla quale emerge un’architettura antichissima e al contempo, poco lontano, un polpo terrestre si distende mentre i 14 occhi di un tipo sorridente osservano compiaciuti.
Una trama tanto assurda quanto straordinariamente possibile, che finisce per mescolarsi con la storia di chi la osserva, ormai divenuto parte di quella bizzarra comunità. Non resta infatti che guardarsi intorno per cogliere un’ inaspettata affinità con quelle creature, prima estranee, che ora rivelano la loro vicinanza al sentire umano.
Gli sguardi malinconici, i sorrisi accennati, le espressioni sgomente, il sarcasmo, il terrore, la rassegnazione, il turbamento, lo stupore, la perplessità di quegli esseri sconosciuti appaiono d’un tratto familiari, forme compiute di una certa intimità condivisa.
Ecco che allora, una volta attraversata la foresta, dopo essere sopravvissuti alle fiamme, aver ascoltato l’eco di un altrove lontano e dialogato con essa, giunti alla fine del viaggio nella pittura di Lorenzo Testa, ci è forse concesso immaginare che possa esistere un mondo che non c’è.
Alessia Coppolino
————————————————
1 Daniil Charms, Casi, 1990, Adelphi edizioni, Milano, p.273

Lorenzo Testa, 229, acrylic on canvas, plasterboard, 230x520cm, Exhibition view, 2026
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore


Lorenzo Testa, 251, acrylic on canvas, plasterboard, 230x520cm. Exhibition view, 2026
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore




Lorenzo Testa, 229, acrylic on canvas, 160x450 cm, 2023, detail.
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore




Lorenzo Testa, 251, acrylic on canvas, 160x450 cm, 2025, detail.
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore

Lorenzo Testa
Storie infinite (229 - 251)
Curated by Alessia Coppolino
january 23 - march 7, 2026

«Un mondo che non c’è non può essere detto esistente, perché non c’è»1. Così Daniil Charms apriva i suoi enunciati sul tempo, lo spazio e l’esistenza: una serie di affermazioni, scandite per punti, che sembravano voler guidare al riconoscimento di ciò che può esistere, un preciso libretto di istruzioni utile a discriminare cosa può esserci e cosa no. Eppure, ponendosi di fronte ai lavori di Lorenzo Testa, armati di manuale, pare che quelle regole siano destinate al crollo, e Charms, maestro dell’assurdo, ne sarebbe certamente felice. I lavori di Testa, d’altra parte, sembrano pur rispondere alle leggi di un mondo altro, per composizione, ritmo e armonia, termini volutamente rubati alla musica, che risuona nelle atmosfere malinconiche, nei corpi dei grotteschi personaggi che le popolano e nei manti degli improbabili animaletti che aleggiano indisturbati.
Lontano dalle logiche e dai paradigmi del mondo contemporaneo, che corre veloce, divide e inquieta, l’universo di Testa è sospeso, abitato da mostri buoni che non spaventano e non allontanano ma, al contrario, accolgono.
La linea diagonale che percorre L’Ascensore è la soglia di quel mondo fantastico e perturbante, rifugio sicuro in cui forme di vita sconosciute coesistono in ambienti mutevoli eppure immobili. Su quel segmento che taglia lo spazio due grandi dipinti si danno le spalle, lasciandosi attraversare per svelare la minuzia dei dettagli, la premura ossessiva, la precisa distribuzione dei pesi, la matericità di certa pittura e al contempo la sua trasparenza.
Percorrendo i quadri i confini si sfumano, la soglia si trasforma in luogo e il tempo si ferma per divenire storia, una, tante, infinite storie possibili, narrazioni intrecciate che offrono inedite opportunità di esistenza. Inizia dunque l’esplorazione. Nel bosco, tra gli altri, un albero senza rami col naso di carota cresce sotto uno sciame di strani insetti intenti a raggiungere la luna, mentre altre piccole figure si rifugiano sotto l’accogliente cappello di un fungo.
Un individuo si è adagiato sul terreno, probabilmente giunto alla fine della sua storia, mentre un altro, che indossa una maschera rossa, lo guarda sgomento intanto che un insetto si poggia sulla calvizie di quello che sembra un albero anziano. Girando l’angolo, un mostro da un occhio solo pare avvertire di un evento ormai accaduto, mentre le quattro bocche di uno strano soggetto blaterano qualcosa. Tutt’intorno si staglia il brulicare di quel che resta di una foresta in fiamme, traboccante di vita, dalla quale emerge un’architettura antichissima e al contempo, poco lontano, un polpo terrestre si distende mentre i 14 occhi di un tipo sorridente osservano compiaciuti.
Una trama tanto assurda quanto straordinariamente possibile, che finisce per mescolarsi con la storia di chi la osserva, ormai divenuto parte di quella bizzarra comunità. Non resta infatti che guardarsi intorno per cogliere un’ inaspettata affinità con quelle creature, prima estranee, che ora rivelano la loro vicinanza al sentire umano.
Gli sguardi malinconici, i sorrisi accennati, le espressioni sgomente, il sarcasmo, il terrore, la rassegnazione, il turbamento, lo stupore, la perplessità di quegli esseri sconosciuti appaiono d’un tratto familiari, forme compiute di una certa intimità condivisa.
Ecco che allora, una volta attraversata la foresta, dopo essere sopravvissuti alle fiamme, aver ascoltato l’eco di un altrove lontano e dialogato con essa, giunti alla fine del viaggio nella pittura di Lorenzo Testa, ci è forse concesso immaginare che possa esistere un mondo che non c’è.
Alessia Coppolino
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1 Daniil Charms, Casi, 1990, Adelphi edizioni, Milano, p.273

Lorenzo Testa, 229, acrylic on canvas, plasterboard, 230x520cm, Exhibition view, 2026
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore


Lorenzo Testa, 251, acrylic on canvas, plasterboard, 230x520cm. Exhibition view, 2026
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore




Lorenzo Testa, 229, acrylic on canvas, 160x450 cm, 2023, detail.
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore




Lorenzo Testa, 251, acrylic on canvas, 160x450 cm, 2025, detail.
Photo © Fausto Brigantino. Courtesy L'Ascensore
