
Irene Coppola
Schegge
february 29 - march 28, 2020

L'artista lavora principalmente con il linguaggio scultoreo e l'installazione, prendendosi cura sia della materia che del dispositivo spaziale dell'opera. La sua ricerca si muove tra studi scientifici, note filosofiche ed esplorazioni territoriali che pongono lo sguardo su l'impercettibile del quotidiano. Coppola usa la tecnica del calco per registrare il tempo e le forme della sua caducità, carnali ma allo stesso tempo inusuali allo sguardo, approcciandole attraverso la geometria di lievi architetture che definiscono lo spazio dell'opera. Il suo intento è di agire uno spostamento semantico e percettivo del legame tra natura e società attraverso l’uso di materiali industriali e/o frammenti di natura, intimamente affettivi, ma dotati del potenziale di scuotere una risonanza universale.
Il lavoro mostrato negli spazi de L’Ascensore parte da una ricerca formale e concettuale sui vuoti vegetali che sedimentano una memoria storica. L'installazione mette in mostra le tracce dei bombardamenti del ‘43 che, oltre alle note conseguenze, hanno lesionato le palme tra Villa Giulia e l’Orto Botanico di Palermo. I tre negativi scultorei in gomma sono calchi dei buchi presenti sui fusti delle palme, la cui caratteristica è quella di non rigenerarsi, come avviene in altre specie vegetali. La ricerca, raccolta in due mappature, si è sviluppata nell’arco di un anno tra passeggiate, esplorazioni, incontri e archiviazione di materiale storico.


The work starts from the formal and conceptual artist’s research about vegetable fragments and voids, endowed with sedimenting the memory of a territory. The Anglo - American bombing of ‘43, among the known consequences, damaged many palms of Villa Giulia and the Botanical Garden of Palermo. In the exhibition space there are three silicone rubber casts made by the artist directly on the lesions of the mutilated palms, whose characteristic of the stem is that it does not regenerate. The display supports the blue negatives as if they were masks of surviving heroes and summarizes the verticality of the plant, bringing back a one-on-one relationship with the body and the exhibition space. The research has developed over a year between walks, explorations, meetings and archiving of historical material translating on different narrative media: the photographic series of the project tells the signs of an unexpected narration, traces of an apparently natural event; the two mappings are the scientific notes of an artistic process that goes as far as the sculptural plasticity of those empty and, at the same time, poetic voids.







Irene Coppola, Schegge, Exhibition views, 2020
Photo © Filippo Nicoletti. Courtesy L'Ascensore
Irene Coppola
Schegge
february 29 - march 28, 2020

L'artista lavora principalmente con il linguaggio scultoreo e l'installazione, prendendosi cura sia della materia che del dispositivo spaziale dell'opera. La sua ricerca si muove tra studi scientifici, note filosofiche ed esplorazioni territoriali che pongono lo sguardo su l'impercettibile del quotidiano. Coppola usa la tecnica del calco per registrare il tempo e le forme della sua caducità, carnali ma allo stesso tempo inusuali allo sguardo, approcciandole attraverso la geometria di lievi architetture che definiscono lo spazio dell'opera. Il suo intento è di agire uno spostamento semantico e percettivo del legame tra natura e società attraverso l’uso di materiali industriali e/o frammenti di natura, intimamente affettivi, ma dotati del potenziale di scuotere una risonanza universale.
Il lavoro mostrato negli spazi de L’Ascensore parte da una ricerca formale e concettuale sui vuoti vegetali che sedimentano una memoria storica. L'installazione mette in mostra le tracce dei bombardamenti del ‘43 che, oltre alle note conseguenze, hanno lesionato le palme tra Villa Giulia e l’Orto Botanico di Palermo. I tre negativi scultorei in gomma sono calchi dei buchi presenti sui fusti delle palme, la cui caratteristica è quella di non rigenerarsi, come avviene in altre specie vegetali. La ricerca, raccolta in due mappature, si è sviluppata nell’arco di un anno tra passeggiate, esplorazioni, incontri e archiviazione di materiale storico.


The work starts from the formal and conceptual artist’s research about vegetable fragments and voids, endowed with sedimenting the memory of a territory. The Anglo - American bombing of ‘43, among the known consequences, damaged many palms of Villa Giulia and the Botanical Garden of Palermo. In the exhibition space there are three silicone rubber casts made by the artist directly on the lesions of the mutilated palms, whose characteristic of the stem is that it does not regenerate. The display supports the blue negatives as if they were masks of surviving heroes and summarizes the verticality of the plant, bringing back a one-on-one relationship with the body and the exhibition space. The research has developed over a year between walks, explorations, meetings and archiving of historical material translating on different narrative media: the photographic series of the project tells the signs of an unexpected narration, traces of an apparently natural event; the two mappings are the scientific notes of an artistic process that goes as far as the sculptural plasticity of those empty and, at the same time, poetic voids.







Irene Coppola, Schegge, Exhibition views, 2020
Photo © Filippo Nicoletti. Courtesy L'Ascensore